COSA FARE PER SALVARE L’ANCA CHE FA MALE

doloreanca-fill-1080x405 COSA FARE PER SALVARE L’ANCA CHE FA MALE | Casali Fisiatra

Spesso l’attenzione è più puntata a trovare i rimedi più efficaci per alleviare il dolore, invece che concentrarsi a capire da dove viene il dolore e gli eventuali rischi funzionali che può correre un’importante articolazione come l’anca quando, sotto carico o a riposo, fa male.

 La sede trocanterica (sede esterna alta della coscia) è un importante e complesso snodo anatomico su cui si fissano tendini, complesso sistema articolare che permette di stare in piedi e di muovere il passo. Un dolore che recidiva in questa sede spesso è riflesso da altre sedi anatomiche.

Quanto rischia l’anca quando fa male?

Pensare sempre alla pericolosa e subdola NECROSI ASETTICA (in soggetti giovani, una parte dell'articolazione dell'anca,sottoposta a sovraccarico per motivi di postura sbagliata, degenera, va in necrosi asettica, cioè la cartilagine e l'osso muoiono, non per infezione o malattia, ma per problemi di carico patologico, aumentato in quel punto) che può portare l’anca alla protesi. Basta una Radiografia! Se mi chiedete cosa ne penso delle camere iperbariche, vi dico:” Stendiamo un velo pietoso”. Penso che i problemi legati alla morte di parte dell’osso siano traumatici, come lo sono i sovraccarichi posturali, quindi sempre pensare anche alla postura quando una sede articolare fa male per più tempo.

Altra situazione di dolore subdolo in soggetti 50-70enni è l’EDEMA OSSEO o infarto osseo, dolore invalidante che colpisce grosse articolazioni soggette a carichi posturali, spesso INCONGRUI . Qui la Risonanza fa diagnosi, ma va fatta non precocemente.

Il dolore verso l’anca a partenza dalla schiena è una SCIATICA: va prima sospettata soprattutto chiedendo al paziente se il dolore all’anca va giù verso l’arto, se l’arto è stanco, pesante. Le manovre semeiotiche poi confermano     l’ eventuale interessamento radicolare. Anche qui la postura domina la scena, è vero che il dolore riferito all’anca NON mette a rischio la funzionalità dell’anca,ma siamo sempre in presenza di fatti degenerativi, degenera infatti una curva (ammortizzatore) fondamentale della schiena ( rischio stabilizzazione lombare!). La postura degenera perché le curve della schiena NON sopportano più i carichi di lavoro a cui sono sottoposte!

Dolore recidivante all’anca: le manovre dimostrano una ridotta escursione dell’anca, ma la Radiografia è NEGATIVA. Tutto tranquillo? Basta consigliare cicli di fans e antalgici? Assumere qualche condroprotettore? Consigliare fisioterapia (TECAR o Onde d’URTO), calo ponderale con più esercizio senza carico ( Bike e Nuoto), infiltrazioni eco guidate con cortisone e acido ialuronico ? Probabilmente il dolore passa, ma se recidiva? Qui l’anca corre seri rischi, infatti siamo di fronte ad un problema posturale che coinvolge le catene muscolari che hanno come fulcro l’anca e costringono l’anca a lavorare in modo non corretto ( lavoro meccanico in una porzione limitata dell’articolazione , in una sede incongrua e FISSA dell’articolazione) con degenerazione, artrosi, protesi.

L’anca, per salvarsi, deve sperare nel ruolo sentinella del MMG, tutti gli altri “accompagnano”  la degenerazione articolare dell’anca.

 

Cosa fare?

Non servono indagini particolari, la vecchia RADIOGRAFIA basta e negli adulti sempre DINAMICA della CERNIERA LOMBARE (il paziente flette ed estende il busto, si piega in avanti e indietro più che può: serve per studiare se le vertebre lombari sono stabili o se stanno degenerando in instabilità-listesi con rischio di ernie discali).

Ora, resta da sistemare la postura: con la SPINOMETRIA vedo dove stanno andando le curve, vedo bacino e baricentro, vedo il DISASTRO POSTURALE. Ora deve iniziare la ricostruzione posturale e ciò è possibile agendo su più livelli:

  • terapia medica per tamponare il dolore
  • manipolazioni vertebrali per rimuovere blocchi articolari
  • ginnastica rieducativa per apprendere nuovo schema posturale inconscio
  • tutori ergonomici per stimoli funzionali dal basso e placche di disaccoppiamento per migliorare la masticazione agendo sul lavoro meccanico dell' ATM ( Articolazione Temporo Mandibolare) rendendo più fisiologico il carico funzionale a livello cervicale ( la masticazione  è una  leva meccanica  con fulcro cervicale) che altrimenti degenera con artrosi cervicale ed ernie cervicali (cervicobrachialgie)
  • REGOLARE ATTIVITÀ MOTORIA GIORNALIERA.